Dall’universo multiforme di auto e barche di lusso prendono forma piccole e grandi icone fashion.



Un culto tutto italiano


Divino made in Italy.

Borse “divine” nate da antiche tradizioni artigiane, uniche grazie ad un’estetica pulita ed estremamente sofisticata.
Tutto questo è NUME, il brand autentica eccellenza italiana per borse dall’eleganza senza tempo.
Anima raffinata e un cuore palpitante Made in Italy.

Dal know-how di un imprenditore torinese, ha preso vita NUME, il brand di pelletteria il cui nome ha origini antichissime. Ispirato al latino “numen” – traducibile come potenza divina –, riporta ad un immaginario potente, che vede nelle borse del brand un nuovo, moderno modo d’intendere l’accessorio di culto; linee pulite e un’anima profonda, per borse fatte rigorosamente a mano in Italia.



 
parallax background

Debutta durante la settimana della moda, una collezione che parla a una donna dalla bellezza androgina, incarnazione di quei codici di raffinatezza discreta e consapevole propri del dna del marchio. Una femminilità sussurrata e mai chiassosa, per chi non ha bisogno di loghi che certifichino la propria innata eleganza, fatta di dettagli ricercati e finiture perfette sinonimo di un’artigianalità sopraffina. La donna NUME è così, colta e attenta al minimo dettaglio, sofisticata e carismatica, in grado di riappropriarsi dei valori culturali che le appartengono. Un universo di femminilità in purezza, tradotta in forme semplici e linee minimali realizzate con la maestria propria di chi tramanda da generazioni un’eredità preziosa.

parallax background


Per la P/E 2021 infatti l’ispirazione non poteva prescindere dall’universo di automotive e nautica, che prevede l’impiego di materiali de luxe e si traduce in texture che ricordano il mondo delle auto d’epoca e della nautica; un esempio? I rigati a rilievo che rimandano alle superfici in tek dei motoscafi. E poi le donne, leggendarie pioniere che hanno tinto di rosa il mondo delle quattroruote negli Anni ’20, ’30 e ’40; come Odette Siko, la francesina charmant che per prima fece la 24 Ore di Le Mans, o Violette Cordery che infranse ogni record all’autodromo Nazionale di Monza nel 1926. Loro alcune delle icone del motorsport prese a modello per magnifici manifesti pubblicitari e quadri d’autore, come l’Autoritratto di Tamara de Lempicka, la Greta Garbo de l’Art Déco, alla guida della sua fiammante Bugatti. Muse dalla femminilità ricercata e dalla personalità audace e fuori dagli schemi, loro stesse a definire i codici di un’estetica che travalica gli stereotipi della loro epoca. Ragazze ribelli, dallo spirito audace, decise e temerarie dietro al volante così come nel rivelare la propria femminilità decisa.